logo

“La Corea è più vicina” – recita il sito ufficiale del Korea FilmFest.

Arrivato alla sua settima edizione, questo festival rimane ormai una manifestazione unica nel suo genere per il pubblico italiano e un appuntamento imperdibile per coreanisti e cinefili.  Curato sin dalla sua prima edizione dall’Associazione Culturale fiorentina Teagukki che lo ha creato e promosso, quest’anno l’evento occuperà la settimana dal 20 al 28 marzo e si terrà, come di consueto, a Firenze.

Particolarmente nutrita la lista di film e le sezioni, grazie anche alla partnership con l’azienda Samsung e un gemellaggio con il Jeonju International Film Festival (JIFF).

Nove giorni davvero densi di splendidi film che rendono il giusto merito alla ricchissima storia cinematografica di questo paese, dalle prime opere poco conosciute in Europa fino alle ultime e più conosciute pellicole.

Si parte il 20 marzo con la proienzione di “Viva Love” (Kyeong-chook! Woori sarang), film dello scorso anno del regista Oh Jeom-Gyoon sulla storia d’amore tra una donna di mezz’età, moglie e madre, e il giovane ex della figlia. vivalove1

A Kim Ki-Young è offerto un omaggio con una retrospettiva a lui dedicata: di questo artista per molti versi considerato il padre del cinema coreano, verrà ripercorsa la carriera artistica attraverso quattro dei suoi capolavori.

Una retrospettiva anche per un altro grandissimo autore, già pluripremiato in tutto il mondo: parliamo di Lee Chang-Dong, il regista-scrittore che ha firmato tra gli altri “Oasis”, Leone d’Argento a Venezia 2002, e “Secret Sunshine” (Miryang), Palma per miglior attrice a Cannes 2007.

E ancora: una rassegna su Kwak Jae-yong, autore del blockbuster “My Sassy Girl”, la sezione Independent Korea con tutti i prodotti meno commerciali delle ultime stagioni, la sezione Orizzonti Coreani con una selezione di alcuni lavori di spicco degli ultimi anni (come il poco conosciuto “I’m a cyborg but that’s ok” del Sig. Vendetta Park Chan-wook che si confronta con una commedia surreale affidandosi alla pop star Bi-Rain per il ruolo da protagonista).

Menzionamo per ultima la sezione Korean Women Directors, interamente dedicata alla regia al femminile. Sono proprio le donne dietro la macchina da presa le protagoniste di questa edizione del Korea Film Fest, che così vuole presentare il lavoro di molte apprezzate “registe”, la cui produzione artistica non è ancora conosciuta nel nostro paese al pari dei loro colleghi uomini. Donne e tematiche al femminile che segnano tutte la opere che questo festival dreampresenta, anche nelle altre sezioni.

Per la chiusura di  sabato 28 ci si affida ad un nome di tutto rispetto,Kim Ki-Duk, di cui viene presentata l’ultima attessissima fatica: “Dream” (Bimong).

Tutte le trame, le info e il programma sul sito.

Aspettiamo con ansia le recensioni e le impressioni di tutti quelli tra voi che avranno occasione di partecipare all’evento. Teneteci informati e buon divertimento!