L’AKS (Academy of Korean Studies) offre agli studenti interessati la possibilità di seguire un workshop dal titolo “Literary/Classical Chinese Translation Course for Graduate Students and Junior Scholars” che si terrà dal 5 al 23 luglio presso il Center of East Asian Classics in Corea. Per essere ammessi bisogna avere una minima conoscenza dei caratteri e della grammatica del cinese letterario (300-400 caratteri), oltre ad un livello intermedio di conoscenza dell’inglese che permetta di seguire le lezioni. Il corso ha lo scopo di fornire agli stdenti strumenti pratici di traduzione dal cinese letterario all’inglese. I materiali analizzati sono tratti dell’opera classica Samguk Sagi (Cronaca del Tre Regni).

Saranno ammessi 10 studenti stranieri, ai quali sarà offerto un rimborso spese di massimo 1.500 $, oltre alla copertura del costo del corso.

I documenti necessari per fare domanda sono: application form, curriculum vitae e una lettera di motivazioni (una pagina). Potete inviarli all’indirizzo: hanmun@aks.ac.kr. Le domande dovranno pervenire entro il 5 marzo p.v. e il 12 marzo una commissione selezionerà i candidati.  

Per ulteriori informazioni visitate il sito dell’AKS.

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Il GSK (Graduate School of Korean Studies) è l’unico istituto al mondo specializzato in Korean Studies. Istituito nel 1980, oggi conta circa 200 iscritti, di cui circa la metà provenienti da 17 paesi stranieri.

La scuola dispone di un vasto e diversificato programma di studi che offre la possibilità di scegliere tra 16 diversi programmi per MA e 14 Ph.D (dottorato di ricerca).

Attributi chiave del GKS sono:

– corsi in inglese

– lezioni di lingua coreana per studenti stranieri

– scambi con università straniere

– varie forme di sussidi e borse di studio

– alloggio all’interno del campus

– ricerche interdisciplinari

– ricerche sul campo (si trova nelle vicinanze di Seoul!)

Il corso di master (MA) dura 2 anni e il dottorato 3. Le tesi devono essere redatte in coreano, salvo casi  specifici.

Per quanto riguarda il supporto finanziario, tutti gli studenti stranieri sono esentati da qualsiasi tassa scolastica e alcuni di loro possono anche godere di uno stipendio mensile offerto dal governo coreano (750.000 won al mese, circa 450 euro), nonché di un rimborso spese di viaggio.

Corsi di master (MA):

  1. Settore umanistico: storia e archeologia coreana, paleografia, filosofia, lingua e letteratura coreana
  2. Arti e cultura: antropologia, folklore, studi religiosi, musicologia, storia dell’arte, informatica culturale
  3. Scieze sociali: scieze politiche, economia, sociologia, etica, didattica
  4. Interetional Korean STudies: Koream Studies

 

Corsi di dottorato:

  1. Settore umanistico: storia e archeologia coreana, paleografia, filosofia, lingua e letteratura coreana
  2. Arti e cultura: antropologia, folklore, studi religiosi, musicologia, storia dell’arte
  3. Scieze sociali: scieze politiche, economia, sociologia, etica, didattica

 

Per potere iscriversi ai corsi è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti:

– non avere genitori di nazionalità coreana

– aver completato un ciclo di istruzione di 16 anni fuori dalla Corea, compatibile con il sistema scolastico coreano

– per il master: possedere una laurea di primo livello (triennale o equivalente) anche se non pertinente con il corso di studi che si intende intraprendere

– per il dottorato: possedere una laurea di secondo livello (V.O., specialistica  o magistrale) pertinente con gli studi che si intendono intraprendere; non sono ammessi candidati già in possesso di altro dottorato per lo stesso campo.

Come presentare domanda:

  1. Primo semestre (primavera):

               – scadenza candidature: 31 ottobre

               – notifica risultati: 15 dicembre

               – inizio semestre: 1 marzo

  1. Secondo semestre (autunno)

               – scadenza candidature: 30 aprile

               – notifica risultati: 15 giugno

               – inizio semestre: 1 settembre

La scuola offre anche la possibilità di seguire un programma di ricerca individuale al di fuori dei corsi di laurea e dottorato. Possono fare richiesta tutti coloro che abbiano conseguito almeno la laurea triennale (BA). I ricercatori devono pagare le tasse universitarie e il soggiorno di ricerca deve avere durata massima di un anno. L’attività di ricerca deve essere supervisionata da un tutor accademico interno all’ istituto.

Per informazioni più dettagliate potete visitare il sito cliccando qui.

Contatti:

THE ACADEMY OF KOREAN STUDIES
The Graduate School of Korean Studies
110 Haogogaegil(Unjung-dong), Bundang-gu, Seongnam-si,
Gyeonggi-do, 463-791, Republic of Korea
Tel : +82-31-709-8111(Ex 213~214), +82-31-708-5310
Fax : +82-31-709-9946
E-mail : gradaks@aks.ac.kr
Website : http://www.aks.ac.kr

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Si è aperta ieri, con la presentazione del nuovo film di animazione Disney Pixar “Up”, la 62ma edizione del Festival di Cannes.

Tra la nutrita selezione di film e autori, tra cui ricordiamo l’atteso “Antichrist” di Lars Von Trier e il ritorno di Ang Lee con “Taking Woodstock”, molti anche i film coreani distribuiti nelle varie sezioni del festival. Diamogli un’occhiata più da vicino.

Pak Chan-uk, già osannato per Old Boy e Lady Vendetta, è l’unico rappresentante del paese nella Selezione Ufficiale. Il suo Thirst (Bak-jwi) è un dramma d’amore dalle tinte horror che vede interpreti Song Kang-ho (Memory of murder e Secret sunshine) e Kim Ok-bin (conosciuta in patria come attrice di drama). Considerato un film scandalo in patria, in cui ne è stata censurata pure la locandina originale, il film narra la relazione torbida tra un pastore protestante/vampiro e la moglie di un suo amico d’infanzia.

Il secondo, attessisimo ritorno è quello di un altro grande nome del cinema coreano, Bong Jun-ho (The Host). Con il suo Mother (sezione Un certain regard), l’autore torna sui toni thriller della sua opera prima “Memory of Murder”: un ragazzo disadattato (splendida interpretazione del talento Won Bin) viene accusato di un omicidio e sua madre, per scagionarlo, si mette sulle tracce del vero colpevole.

Nella sezione Cinéfondation, altri due film, di autori meno conosciuti ma con ottime possibilità di diventare presto noti al pubblico europeo. Il primo è  Don’t step out of the house (Nammae-ŭi jip)  di Jo Sung-hee, un film drammatico che narra la storia di due emarginati, un fratello e la sua sorellina, che vivono orfani dei genitori in un piccolo seminterrato. La loro vita verrà sconvolta da un gruppo di uomini che si intrufolano nella propria abitazione per minacciarli.

L’altro lungometraggio nella sezione è The Horn (Kyeongjeok) di Yim Kyung-dong. L’opera prima di questo giovanissimo regista, classe 1983, è incentrata sulle vicende di una rifugiato nord-coreano che un giorno decide di fuggire con un’auto. Ritrovata l’auto abbandonata lungo un fiume, il detecive Ko, l’agente assicurato  Yung-lim e il figlio del fuggiasco Chul-min cercheranno di scoprire cosa ne sia stato dell’uomo.

la locandina di Mother

la locandina di Mother

Ma non è ancora finita. Oltre al corto d’animazione Dust Kid (Meonji ai) di Jung Yu-mi, la selezione parallela al festival, Quinzaine des realizateurs, ha selezionato anche l’ultima opera di Hong Sangsoo. L’autore, una delle voci più importanti del nuovo cinema coreano, presenterà Like You Know It All (Chal aljido mothamyunseo), film dai toni melò che segue le vicende amorose di un fantomatico regista.

Un’opera da tenere d’occhi è sicuramente la coproduzione franco-coreana A Brand New Life (Yeohaengja) dell’esordiente regista Ounie Lecompte. La regista, di origini coreane ma adottata all’età di 9 anni da una famiglia francese, non è del tutto nuova alla macchian da presa: è stata già interprete di un film di Olivier Assayas e costumista in altre produzioni. Il film nasce dopo il suo ritorno in Corea per intepretare la parte di una ragazza alla ricerca delle proprie origini: la pellicola non è stata mai realizzata ma ha fornito alla giovane l’imput per la stesura di A Brand New Life. Anche qui una bambina viene abbandonata all’età di 9 anni in un orfanotrofio in attesa di essere adottata e, dopo vari tentativi di fuga, la giovane accetta la sua condizione in attesa di “una nuova vita”, come recita il titolo.

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Non dimentichiamo, poi, la proiezione dell’opera del 1962 Prince Yeonsan di Shin Sang-ok, in versione restaurata per la sezione Classici, e il cortometraggio 6 Hours (6 sigan) di Moon Seong-Yeok (Settimana Internazionale della Critica).

Per chi volesse approfondire, oltre al sito del festival, aggiungo la guida realizzata dal KOFIC (Korean Film Council) dove trovate trame, notizie e info sulle proiezioni.

Insomma, c’è tanto e di tutto. Grandi nomi, esordienti, vecchi maestri, corti, animazione. Peccato starsene qui col caldo e la tesi, invece che passeggiare per il lungomare di Cannes e imbattersi, perchè no, in Pak Chan-uk! Aspetterò con ansia la rassegna a Roma, nella speranza di vedere almeno i film di Pak e Bong. Per gli altri ci sarà poco da fare, ahimè…

la locandina censurata in Corea

la locandina di Thirst, censurata in Corea

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Ancora l’arte coreana al Museo Nazionale di Arte Orientale “Tucci” in via Merulana. Stavolta il palazzo Brancaccio ospiterà una mostra dedicata agli ornamenti per hanbok, il costume femminile tradizionale coreano, dal titolo “Nodi che ammaliano

L’inaugurazione è previta per oggi, 12 maggio, alle 17.00 e l’ingresso è gratuito solo per questa giornata. Comunque, potrete visitarla fino al 12 giugno.

Scusate la poca tempestività con cui ve lo comunico e la brevità del post, ma vi ho già reso partecipi della fase poco tranquilla, direi quasi da manicomio, che sto attraversando! Grazie ad Andrea per avermi informato, a Carolina per avermi ricordato di scriverlo sul blog e a tutti quelli che stanno contribuendo a tenerlo aggiornato.

Quelli di voi che pensano di partire questa estate per un viaggio in Corea alzino la mano! Bene, oggi mi rivolgo soprattutto a voi. O a quelli che hanno scartato la possibilità di una vacanza studio per le improponibili tariffe delle compagnie aeree.

Mi è giunta comunicazione che la KoreanAir stia infatti promuovendo delle tariffe speciali per tutte le principali destinazioni asiatiche, non solo per Seoul.

Eccovi in dettaglio i prezzi dei voli:

  • per Seoul, a partire da 589 €, tasse escluse
  • per la Cina, 659 €
  • per il Giappone (Toky, Nagoya, Fukuoka, Osaka), 659 €
  • per Bankok, Denpasar, Hanoi, Saigno, sempre 659 €

I voli sono in economy e il prezzo si intende tasse escluse. Le tariffe sono valide per soggiorni di min. 7 giorni, max. 3 mesi e permettono di imbarcare un carico extra di 10 kg senza sovrattassa.

Per godere della promozione bisogna prenotare entro il 30 giugno, con partenza fino al 16 luglio incluso.

Ulteriori informazioni le trovate sul sito ufficiale della KoreanAir o contattando la responsabile della sede di Roma, Annalisa Tomei, all’indirizzo e-mail annalisatomei@koreanair.com.

Si terrà dal 23 al 26 marzo il Bologna’s Children Book Fair, fiera del libro per ragazzi giunta alla sua 46a edizione ormai riconosciuta a livello internazionale come uno degli appuntamenti imperdibile per gli addetti ai lavori e non solo.bologna logo

Guest of Honour di questa edizione è proprio la Corea, alla quale è dunque dedicato ampio spazio: 35 le case editrici che in un’unico stand collettivo presenteranno le ultime tendenze della letteratura per l’infanzia più un’esposizoone di illustrazioni realizzate da 31 artisti del campo.

Nutrita anche la lista di eventi culturali che faranno da contorno alla fiera per promuovere la conoscenza di tutte le tradizioni e arti del paese: han’geul, t’eakwondo, cinema, musica tradizionale, fumetti e samulnori, solo per farne un breve accenno.

Per informazioni dettagliate sull’organizzazione della fiera visitate il sito ufficiale o la pagina dedicata alla Corea, con tutto il programma degli eventi previsti.logokoreaen

Un’ottima occasione per respirare un po’ di Corea senza spostarsi troppo, no?

Aspetto i commenti di tutti coloro che avranno la possibilità di partecipare…

Non è facile reperire materiale bibliografico sulla Corea nel nostro paese! Soprattutto se non si è ricercatori o docenti. Al “malcapitato” studente che si dedica per la prima volta ad una ricerca sulla Corea, sia essa di argometo letterario, storico o artistico, apparirà quantomeno arduo trovare on-line titoli, autori, cataloghi e materiali vari utili alla propria ricerca.

L’Italia, lo sappiamo, non vanta di certo una lunga tradizione di studi sul Paese del “Calmo Mattino”: provate a fare una ricerca sul catalogo Opac nazionale e vedete cosa viene fuori! Pochi pure gli Istituti che offrono una sezione di coreanistica all’interno delle proprie biblioteche. Al riguardo vi consiglio di dare un’occhiata presso la biblioteca della facoltà di Studi Orientali, nella nuova sede in via Principe Amedeo: qui troverete un’intera sezione sulla Corea con libri non ancora catalogati che potete comunque consultare o prendere in prestito (per informazioni su orari di apertura al pubblico e contatti consultate il sito).

Altre e numerose risorse sono disponibili in rete. Vi riportiamo tre indirizzi che potrebbero aiutarvi di tre cataloghi francesi on-line.

  • Centre de Recherche sur la Corée, EHESS: Il sito del Fondo coreano istituito presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales vi offre un catalogo di 6500 libri (80% in coreano) e 270 periodici disponibili, più una rassegna di alcuni articoli d’attualità. Gli ambiti di ricerca coperti sono: storia, antropologia, etnologia, folklore, tradizione orale, cultura, religione, sociologia, economia, geografia, politica, urbanistica.
  • Catalogue Bulac : Nel ricchissimo catalogo “Bibliothèque universitaire del langue et civilisation” si possone ricercare i testi di ben 15 biblioteche di centri, istituti e facoltà francesi e non solo.
  • Catalogue Sudoc: Il Système universitaire de documentation permette una ricerca bibliografica completa tra le collezioni di molte biblioteche universitarie francesi, scuole secondarie e centri di ricerca. Dispone anche di un indice che permette di accedere a tesi di laurea.

Buone ricerche!