Uncategorized


758_pp

Si è aperta ieri, con la presentazione del nuovo film di animazione Disney Pixar “Up”, la 62ma edizione del Festival di Cannes.

Tra la nutrita selezione di film e autori, tra cui ricordiamo l’atteso “Antichrist” di Lars Von Trier e il ritorno di Ang Lee con “Taking Woodstock”, molti anche i film coreani distribuiti nelle varie sezioni del festival. Diamogli un’occhiata più da vicino.

Pak Chan-uk, già osannato per Old Boy e Lady Vendetta, è l’unico rappresentante del paese nella Selezione Ufficiale. Il suo Thirst (Bak-jwi) è un dramma d’amore dalle tinte horror che vede interpreti Song Kang-ho (Memory of murder e Secret sunshine) e Kim Ok-bin (conosciuta in patria come attrice di drama). Considerato un film scandalo in patria, in cui ne è stata censurata pure la locandina originale, il film narra la relazione torbida tra un pastore protestante/vampiro e la moglie di un suo amico d’infanzia.

Il secondo, attessisimo ritorno è quello di un altro grande nome del cinema coreano, Bong Jun-ho (The Host). Con il suo Mother (sezione Un certain regard), l’autore torna sui toni thriller della sua opera prima “Memory of Murder”: un ragazzo disadattato (splendida interpretazione del talento Won Bin) viene accusato di un omicidio e sua madre, per scagionarlo, si mette sulle tracce del vero colpevole.

Nella sezione Cinéfondation, altri due film, di autori meno conosciuti ma con ottime possibilità di diventare presto noti al pubblico europeo. Il primo è  Don’t step out of the house (Nammae-ŭi jip)  di Jo Sung-hee, un film drammatico che narra la storia di due emarginati, un fratello e la sua sorellina, che vivono orfani dei genitori in un piccolo seminterrato. La loro vita verrà sconvolta da un gruppo di uomini che si intrufolano nella propria abitazione per minacciarli.

L’altro lungometraggio nella sezione è The Horn (Kyeongjeok) di Yim Kyung-dong. L’opera prima di questo giovanissimo regista, classe 1983, è incentrata sulle vicende di una rifugiato nord-coreano che un giorno decide di fuggire con un’auto. Ritrovata l’auto abbandonata lungo un fiume, il detecive Ko, l’agente assicurato  Yung-lim e il figlio del fuggiasco Chul-min cercheranno di scoprire cosa ne sia stato dell’uomo.

la locandina di Mother

la locandina di Mother

Ma non è ancora finita. Oltre al corto d’animazione Dust Kid (Meonji ai) di Jung Yu-mi, la selezione parallela al festival, Quinzaine des realizateurs, ha selezionato anche l’ultima opera di Hong Sangsoo. L’autore, una delle voci più importanti del nuovo cinema coreano, presenterà Like You Know It All (Chal aljido mothamyunseo), film dai toni melò che segue le vicende amorose di un fantomatico regista.

Un’opera da tenere d’occhi è sicuramente la coproduzione franco-coreana A Brand New Life (Yeohaengja) dell’esordiente regista Ounie Lecompte. La regista, di origini coreane ma adottata all’età di 9 anni da una famiglia francese, non è del tutto nuova alla macchian da presa: è stata già interprete di un film di Olivier Assayas e costumista in altre produzioni. Il film nasce dopo il suo ritorno in Corea per intepretare la parte di una ragazza alla ricerca delle proprie origini: la pellicola non è stata mai realizzata ma ha fornito alla giovane l’imput per la stesura di A Brand New Life. Anche qui una bambina viene abbandonata all’età di 9 anni in un orfanotrofio in attesa di essere adottata e, dopo vari tentativi di fuga, la giovane accetta la sua condizione in attesa di “una nuova vita”, come recita il titolo.

Untitled-1

Non dimentichiamo, poi, la proiezione dell’opera del 1962 Prince Yeonsan di Shin Sang-ok, in versione restaurata per la sezione Classici, e il cortometraggio 6 Hours (6 sigan) di Moon Seong-Yeok (Settimana Internazionale della Critica).

Per chi volesse approfondire, oltre al sito del festival, aggiungo la guida realizzata dal KOFIC (Korean Film Council) dove trovate trame, notizie e info sulle proiezioni.

Insomma, c’è tanto e di tutto. Grandi nomi, esordienti, vecchi maestri, corti, animazione. Peccato starsene qui col caldo e la tesi, invece che passeggiare per il lungomare di Cannes e imbattersi, perchè no, in Pak Chan-uk! Aspetterò con ansia la rassegna a Roma, nella speranza di vedere almeno i film di Pak e Bong. Per gli altri ci sarà poco da fare, ahimè…

la locandina censurata in Corea

la locandina di Thirst, censurata in Corea

Annunci

0410___Page_1

Ancora l’arte coreana al Museo Nazionale di Arte Orientale “Tucci” in via Merulana. Stavolta il palazzo Brancaccio ospiterà una mostra dedicata agli ornamenti per hanbok, il costume femminile tradizionale coreano, dal titolo “Nodi che ammaliano

L’inaugurazione è previta per oggi, 12 maggio, alle 17.00 e l’ingresso è gratuito solo per questa giornata. Comunque, potrete visitarla fino al 12 giugno.

Scusate la poca tempestività con cui ve lo comunico e la brevità del post, ma vi ho già reso partecipi della fase poco tranquilla, direi quasi da manicomio, che sto attraversando! Grazie ad Andrea per avermi informato, a Carolina per avermi ricordato di scriverlo sul blog e a tutti quelli che stanno contribuendo a tenerlo aggiornato.

La comunità coreana inivita tutti gli studenti della facoltà di Studi Orientali a partecipare ad una giornata interamente dedicata alla Corea, con la possibilità di gustare deliziose pietanze e divertirsi insieme con giochi.

L’evento avrà luogo sabato 2 maggio presso il campo sportivo “S.Leone Magno”, quartiere nomentano.

Alle ore 10 avranno inizio le attività ludiche e alle 13 si terrà la cerimonia d’apertura. Nel pomeriggio, si potranno degustare gratuitamente alcune specialità culinarie e partecipare ad altre attività e giochi.

Buon divertimento!

Niente appuntamenti, mostre o eventi da segnalare, oggi. In realtà scommettero che ce ne sarebbero di contenuti da condividere con voi ma, data la mancanza di tempo ed energie del sottoscritto, totalmente assorbito dalle ricerche per la tesi (sob!), sta diventando sempre più difficile scandagliare il web in cerca di contenuti da postare in queste pagine.

D’altronde, questo spazio nasce come luogo di confronto e scambio di esperienze e conoscenze tra studenti e simpatizzanti della cultura coreana, quindi vi lancio una proposta, miei cari aficionados di Koryosando (sarebbe il caso di dire, una richiesta di aiuto): AIUTATEMI A MANTENERE VIVO E IN FORMA QUESTO BLOG! Mandatemi notizie, foto, articoli, saggi, diari, recensioni: tutto quello che avreste sempre voluto leggere qui, ma non avete mai trovato. Per esempio qualcuno più ferrato di me potrebbe consigliarci della buona musica, altri potrebbero incuriosirci con novità direttamente dalla Corea, altri ancora parlarci di film o libri: non ci sono restrizioni ai contenuti di questo blog.

Io, da parte mia, continuerò ad informarvi su borse di studio, conferenze, eventi di vario tipo. Voi, invece, mettetemi del vostro! Solo con il vostro contributo e le vostre idee, Koryosando potrà davvero diventare “il blog degli studenti coreanisti di Studi Orientali”, anzi, “il nostro blog sulla Corea”.

Spero che accoglierete l’SOS. Potete contatarmi attraverso la casella di posta: koryosando@gmail.com.

Buon lavoro a tutti!

roma-posterIl Fascino del Verde: continuità e innovazione nei céladon della città di Gangjin” è il titolo della nuova mostra presentata in questi giorni presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’. Gangjin, la città coreana da cui provengono le ceramiche dalla particolare vetrina verde, è rinomata per i suoi eccelenti maestri, custodi di un artigianato che risale a più di mille anni fa’.

Le opere di questa esposizione, che farà tappa in sei diverse città europee, renderà omaggio al patrimonio artistico di questa terra attraverso i prestigiosi céladon di epoca Goryeo.

La mostra sarà inaugurata lunedì 27 aprile alle 11.30 e si protrarrà fino al 6 maggio nelle sale del museo in via Merulana, 428 a Roma.

Che cos’è Koryosando e perchè uno sparuto gruppetto di intrepidi studenti ha deciso di spendere le proprie forze in questa che si prospetta essere una mastodontica ( ^^) )impresa ?

Koryosando è la Corea…la nostra Corea, la nostra visione di questo lontano ( e per tanti di voi sconosciuto!!!) paese.

Koryosando vuole essere un momento per raccontare, spiegare la Corea e un’ occasione per inKoryosire i tanti (ahimè!) che  conoscono solo la nazionale di calcio coreana, senza sapere che tutto intorno esiste una nazione, paese.

Koryosando è lo spazio dove condividere le impressioni di chi ha già visitato la Corea e di chi la visiterà, è uno zibaldone, un vademecum per chi non sa, per chi vuole sapere e per chi già sa e vuole approfondire.

Koryosando è questo e tanto altro … ^^

Stiamo preparando per voi un blog pieno di CURIOSITA’ e notizie sulla Corea…

A presto

Studenti “coreanisti” di Studi Orientali